Bioenergetica

La Bioenergetica a servizio dell’efficacia personale in azienda

maggio 15th, 2018 Posted by Notizie 0 thoughts on “La Bioenergetica a servizio dell’efficacia personale in azienda”

Dopo oltre venti anni di lavoro con le persone in ambiti diversi, di osservazione delle dinamiche di relazione e dei comportamenti e atteggiamenti che si assumono in circostanze diverse, ho iniziato a considerare l’attenzione come l’aspetto più importante, sia sul lavoro che nella vita privata.

L’attenzione è l’indicatore principale del modo in cui scorre la nostra energia e di conseguenza di come utilizzarla come strumento di efficacia personale. In poche parole, a seconda di dove indirizziamo la nostra attenzione là va la nostra energia, e il modo in cui lo facciamo può produrre equilibrio o squilibrio.
Mettiamo attenzione su ciò che per noi è prioritario, quindi bisogna solo essere capaci di stabilire, in mezzo alle difficoltà, cosa sia veramente importante e cosa lo è meno.

Il primo a occuparsi dell’importanza dell’ equilibrio energetico nella persona, fu Alexander Lowen, medico e psicoterapeuta che già alla fine degli anni 50, rifacendosi agli studi di Reich sull’osservazione del corpo nella psicoanalisi, ampliò l’osservazione anche a come comprendere la personalità in termini energetici e di come, associando il lavoro sul corpo a quello della mente, si possano aiutare le persone a risolvere problemi di diversa natura.
Osservò che si potessero alleviare delle tensioni proprio forzando alcune posizioni di stress. Attraverso la vibrazione muscolare, notò Lowen, si scioglievano i blocchi muscolari. Quando il flusso energetico è bloccato la persona non solo perde di vitalità ma cambia anche la personalità deprimendo il sistema nervoso e fisico e impedendo di compiere anche semplici gesti quotidiani.
Partendo da questi assunti, Lowen, ideò e fondò l’analisi Bioenergetica, sostenendo che il nostro corpo è una fonte preziosa di informazioni del livello di energia di cui disponiamo ma anche degli stati emotivi che stiamo vivendo.
Ci insegna che bisogna imparare a leggere i segnali che il corpo e l’organismo ci mandano ma anche, ci dice come possiamo apprendere a percepirne l’organizzazione di questi segnali in base alla nostra identità, allo spazio, al tempo e alle strategie che mettiamo in atto continuamente.

Riuscire a farlo significa liberarsi dei filtri mentali e delle paure che abbiamo ma significa anche acquisire la capacità di vedere le cose sotto una prospettiva diversa, quella prospettiva che ci permette di trovare soluzioni diverse e di approcciare gli eventi in maniera più produttiva.

Quando un corpo e una mente vengono messi in relazione non si può prescindere dai valori o la cultura in cui si è formata la persona e di quanto questi siano rispettosi della sua vera natura espressa dal suo corpo.
Quindi, quando si auspichi a un cambiamento bisogna predisporsi al cambiamento anche con il corpo e non si può non tenere conto che ogni novità comporta un effetto a cascata su tutte le parti del sistema come una scacchiera muovendo un pezzo cambia tutta la geografia.

Per questo ci siamo chiesti come potessimo tradurre questa consapevolezza in un programma formativo e l’abbiamo disegnato e portato nelle aziende dove pensavamo che potesse portare e creare valore.

L’aspetto più interessante è stato proprio avere prova del fatto che ognuno di noi può imparare a percepire le informazioni che il sistema nervoso ci manda quando rileva dei cambiamenti esterni permettendoci di riorganizzare il nostro pensiero spostando il focus su ciò che più conta per noi in quel momento.

Mente e corpo, dunque, si influenzano, agendo sulle scelte della vita di tutti i giorni e sulle nostre azioni. Saper fare questo significa aumentare in maniera esponenziale la nostra efficacia sul lavoro e nella vita in generale.

Utilizzare la propria energia per far fronte alle diverse situazioni della vita ci permette, dunque, di affrontarle con maggiore efficacia.
Di più energia disponiamo migliore sarà il risultato.

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