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9 consigli pratici per gestire al meglio i conflitti latenti

aprile 23rd, 2018 Posted by Notizie 0 thoughts on “9 consigli pratici per gestire al meglio i conflitti latenti”

La performance lavorativa, oltre gli aspetti tecnici, all’impegno e alla dedizione, dipende sempre di più dalla capacità di relazionarsi con le persone.

Il fattore che rivela la qualità di una relazione non sono i momenti “buoni”, quelli in cui tutto fila liscio e senza intoppi, ma i momenti difficili, conflittuali e da come questi vengono affrontati e gestiti.

I conflitti hanno diverse forme di espressione e, per questo, non vengono considerati allo stesso modo: ci sono quelli evidenti e quelli latenti. Questi secondi sono meno chiari e quindi molto spesso ignorati. Se i primi sono prontamente resi noti e sempre sotto oggetto di attenzione, i secondi possono sfuggire ma risultano essere altrettanto, se non maggiormente, importanti per la cura della relazione.

Se si mettono in priorità le cose importanti e urgenti non viene quasi mai messo in agenda un momento per fermarsi, sedersi e riflettere su tutte quelle relazioni, apparentemente buone, ma che, con uno sguardo più profondo e soprattutto più sincero, si possono considerare portatrici di un attrito non detto, indefinito: un conflitto latente.
Se invece una riflessione viene fatta con metodo si può leggere la realtà in modo diverso e quindi rilevare ciò che prima si ignorava e ragionare consapevolmente dei disagi che provoca una situazione in apparenza normale.
Il passo successivo e, forse, il più difficile è quello di rendere noto il proprio pensiero all’interlocutore, il diretto interessato. L’obiettivo è comunicarlo nel modo più funzionale possibile, ovvero in un modo che non generi barriere e che ottenga un reale effetto di cambiamento.

Di seguito alcuni punti importanti da seguire:

  1. Attivarsi il prima possibile, ogni giorno che passa può aumentare lo stress e ingigantire le difficoltà
  2. Fare un buon preambolo: dichiarare gli intenti positivi di ciò che si andrà a dire
  3. Comunicare il proprio disagio in forma di apertura genuina: una realtà inoppugnabile
  4. Portare a discussione solo comportamenti osservabili
  5. Non attaccare la persona
  6. Non argomentare su opinioni
  7. Evidenziare l’impact on business, le conseguenze negative sul lavoro, gli effetti negativi che provocano tali comportamenti sulla performance di entrambi e del il team
  8. Trasformare in un’azione specifica: negoziare insieme un cambiamento nei dettagli precisi delle situazioni critiche non rimanendo vaghi nella forma di un buon proposito
  9. Gestirli al meglio senza pretendere di risolverli una volta per tutte

Gestire i conflitti latenti non significa risolverli perché ogni atto comunicativo nasconde un possibile germe di conflitto. Il corretto approccio mentale è quindi quello di aprirsi il più possibile nel rilevare tutti i segnali deboli naturalmente presenti in ogni relazione e, una volta affrontata la questione, rimanere sempre in uno stato di sana allerta. Pronti a trasformare in positivo ogni interazione.